Per molte persone la Vogue
Fashion Night Out è un evento unico, mondano, assolutamente in, assolutamente
cool, assolutamente must. Un’occasione per mostrare al mondo di far parte di
quell’universo patinato della moda che riempie i giornali, un’occasione per
sfoggiare le nuovissime scarpe tacco 12 da 350 euro comprate per il
diciottesimo compleanno. Per le SUFF la VFNO significa gadgets + vivande gratuite
+ vips + casinoooooooo!!!! Di seguito, un dettagliato resoconto della serata.
TAPPA 1: LA RINASCENTE
Dopo aver setacciato in lungo e
in largo l’immenso magazzino, tra code chilometriche di 15-20-30-40-50enni in
cerca di una nuova immagine di sé, ci
rendiamo conto che Muji non può essere in altro posto se non al piano
seminterrato, paradiso della geniale quanto inutile oggettistica (inesauribile
fonte di ispirazione per i nostri regalini di Natale). Siamo state attratte
dalla catena con la promessa di una borsa in tela ma l’unico modo per averne
una è acquistare...scatta la ricerca dell’oggetto che associ il più possibile
l’utilità all’infimo costo. Risultato: un separa-unghie e un pennarello verde per
la Vale e mini post-it per l’Ila = due borse in tela e due spille
(lasciapassare per un esclusivo aperitivo con tanto di vestizione di povere
cavie con kimono).
Una voce all’altoparlante
annuncia: “...borse e magliette in omaggio al primo piano...” (il resto del
messaggio, del tutto superfluo, viene completamente ignorato). Ci fiondiamo verso
l’antro nascosto della Rinascente dove ci attende la nota fashion blogger Irene
Colzi. Attendiamo il nostro turno per partecipare al concorso per diventare
personal shopper (per il quale ho decisamente ottime probabilità di vittoria: informe
maglietta verde bile, pantaloni bracaloni kaki da avventuriera e borsa-zainetto
in prestito da mia mamma). Una foto e fuggiamo con magliette e borse in tela
firmate Silvian Heach.
TAPPA 2: VESPA
Passeggiando lungo via Broletto
in direzione di Giusto Gusto veniamo attratte dalle vetrine del negozio Vespa:
i celebri veicoli a due ruote scintillano addobbati davanti a noi. La musica ci
avvolge e il PR ci invita a entrare per un aperitivo e ovviamente non ce lo
facciamo ripetere due volte. Dopo esserci guadagnate una mini-polaroid in sella
ad una vespa truccata (e anche vestita), ecco che il cameriere ci offre...ehm,
volevo dire, ecco che inseguiamo il cameriere che ci ignora deliberatamente per
scroccargli un bicchierino di prosecco (ACE per l’Ila, attirata a tradimento
dal colore dell’anno, l’arancione) e qualche tartina. Soddisfatte usciamo e
passiamo alla tappa successiva.
TAPPA 3: GIUSTO GUSTO
Finalmente, eccoci giunte alla
meta prefissata, Giusto Gusto (Gusto Giusto o Panino Giusto che dir si voglia).
Alle 20.15 il pancino inizia a brontolare e come maestose e aggraziate leonesse
(soprattutto aggraziate) ci avventiamo sulla preda, piccoli (troppo) assaggini
di pane insaporito con svariati ingredienti: dalle patate, agli spinaci,
all’aglio, alle cipolle. Veniamo subito fermate da un simpatico e cortese
standista che ci offre gli assaggini solamente in cambio di un quiz da
compilare relativo agli ingredienti contenuti nei diversi panini e il relativo
contenuto vitaminico. Prese un attimo in contropiede, accettiamo la sfida e in
quattro e quattr’otto (anche grazie al risolutivo aiuto dello standista) le
risposte sono date. Colpito dalla nostra arguzia, intelligenza, bellezza e
simpatia il cortese standista ci offre un secondo aperitivo e un cestino pieno
di panini di tutti i gusti +1 che vengono prontamente divisi e ingurgitati.
Conclusione: la classe non è acqua e non si compra come un paio di scarpe tacco
12 da 350 euro!
TAPPA 4: BONPOINT
Suff nuovamente a piede libero.
Ci dirigiamo verso Corso Montenapoleone, fulcro della Milano modaiola. Prossima
tappa: ovunque basta che si beva qualcosa. Avvistiamo un gruppo di persone con
in mano flute di prosecco. Vengono da un negozio di vestiti per bambini...ecco
trovata la nostra nuova meta! Con lo stesso interesse con cui Ozzy Osborne
entrerebbe in un negozio di cristalleria, varchiamo la soglia e ci dirigiamo
verso il banco delle cibarie: aperitivo numero 3 e coloratissimi macarones!
Percorrendo Corso Montenapoleone
ci dirigiamo verso Corso Vittorio Emanuele. Tergiversando da una vetrina
all’altra, ad un certo punto una Suff esclama: “Ma quello non è ...? Ma sì!
Come si chiama? Quello che ha recitato insieme ad Abatantuono!! Accidenti, non
mi viene il nome!!” Ci giunge in aiuto un’amica dell’oggetto della nostra
conversazione che, prima di raggiungerlo, mi tocca una spalla e mi dice: “Sì, è
proprio lui!”...figuraccia...¬.¬ Conclusione, avevamo davanti
Ugo Conti, vip numero 1.
Poco più avanti la vip numero 2: Chiara
Maci, food blogger di “Cuochi e fiamme”
TAPPA 5: STROILI ORO
Eccoci spuntate in Corso Vittorio
Emanuele. Una fiumana di gente ci avvolge e ci trascina verso le luccicanti
vetrine di Stroili Oro. Ed è qui che al secondo piano intravediamo la vip
numero 3, Ilary Blasi. Nulla da dire, davvero una gran bella ragazza
(pettinatura favolosa!!).
TAPPA 6: MOTIVI
Poco più avanti notiamo una lunga
coda in attesa di entrare da Motivi. Attirate dalla gente, ci avviciniamo al
negozio mettendoci in fila, ignare di quanto stia succedendo all’interno. La
Vale estrae dalla borsa la sua fidata mappa made by her con appuntati luoghi ed
eventi della VFNO. Scopriamo così che all’interno ci aspettano i vip numero 4 e
5: Diego e La Pina. La musica è alta e l’atmosfera chiassosa, vaghiamo per il
negozio in attesa del rientro della guest star, in camerino a cambiarsi le
scarpe. L’Ila non riesce a resistere e afferra un flute di prosecco: aperitivo
numero 4. Ecco che le voci si fanno più alte; Diego sale su una sedia e
incoraggia i clienti ad acquistare le magliette VFNO il cui ricavato verrà
devoluto in beneficienza. Intravediamo La Pina, un’apparentemente mite signora
di mezz’età...di lei parlano i suoi tatuaggi.
TAPPA 7:SEPHORA
Nuovamente assetate, ci dirigiamo
verso Sephora, dove ad un bancone un gruppo di baristi offre mojito e
cosmopolitan industriale. Dopo essere state inondate di profumo dalla zelante
commessa e aver scoperto l’essenza da me tanto ricercata (profumo di panni
puliti stesi ad asciugare al sole, ritrovato in Jimmy Choo), arraffiamo i
nostri cocktail (aperitivo numero 5) e usciamo nella folla, in direzione
dell’ultima tappa.
TAPPA 8: OVIESSE
La sorpresa più grande è vedere
il negozio Oviesse trasformato in una discoteca ad elevato tasso di
truzzaggine. Scaffali e banconi sono stati rimossi per lasciare spazio ad una
pista da ballo stracolma di ragazzi e
ragazze in delirio di fronte all’icona della house music, niente popò di meno
che Bob Sinclar. Impensabile riuscire ad entrare, ci appostiamo sul marciapiede
opposto per sbirciare il maxischermo che mostra il DJ armeggiare con la
console.



E' come se fossi stata con voi, amiche!=)
RispondiEliminaMatelassè a tutte!